mercoledì 10 dicembre 2008

[ Noemi ]

Noemi...ragazza 26enne...grafica editoriale...allegra, solare..spensierata e soprattutto milanese di nascita e domicilio. Uhm...ok...dunque? cosa centro io? Com'è che mi son ritrovata a far parte di questo progetto? Tra Milano...Forlì e Comacchio.
Beh, è semplice...mi sono imbattuta in Giovanni...l'ho conosciuto e scoprendolo mi ha resa partecipe di questa storia. Attraverso i suoi occhi ho conosciuto Cristiano e mi sono ritrovata coinvolta. Dentro fino al collo...catturata dalla vicenda, dai valori, dalle scelte, dalle azioni...dal coraggio. E allora, ti ritrovi a leggere, ad informarti a sentire dentro di te una forza che ti trascina...ti porta a riflettere a voler dire la tua...a voler tenere vivo il ricordo...a valorizzare quel "no"...a voler far conoscere Cristiano.
Chi l'avrebbe mai detto...insomma visto da fuori poteva e può essere frainteso tutto...ma non servono parole per spiegarlo è qualcosa che si sente dentro è la forza di quel "no" che alimenta i nostri valori.

Anche io sono andata a salutare Cristiano...insieme a Giovanni e a Samuele. Ho avuto modo di stringere la mano alla mamma di Cristiano e a Nicola. E cavoli, che emozione rendersi conto di dove mi stava portando questa storia....o meglio, dove mi stava portando Cristiano. Senza conoscerlo di persona....eppure trovarmi lì. Indescrivibile.

E poi?...eccomi...impegnata a creare questo blog...sfidarmi nel creare qualcosa per lui...per noi...per voi. Fare del mio meglio...intestardirmi nel riuscire a caratterizzarlo...mettere insieme il materiale..elaborarlo...e, soprattutto, mettere parte di me in ogni piccolo pezzetto. E poi...sorbirmi Giovanni che stressava! eheh (scherzo) Ci crediamo davvero molto in questo progetto!
Grazie fin da ora a tutti coloro che ci aiuteranno a tenerlo vivo!

La forza di un no...una partenza..un viaggio senza fine...

Noemi

P.S.
Nicola...grazie per il materiale che ci hai fornito...sei stato una fonte preziosa per riuscire a realizzare questo blog.

lunedì 8 dicembre 2008

[ Giovanni ]

CHI SONO IO? Mi chiamo Giovanni e voglio diventare un carabiniere, quelli con la C maiuscola.
Non sono un sognatore ma solo un ragazzo che crede, che non ha la presunzione di cambiare il mondo, ma che vuole cercare di lottare per migliorarlo ed in tutto ciò Cristiano rappresenta l'inizio di questa mia sfida.
In me Cristiano ha dato forza alla mia coerenza, alla determinazione da avere nelle decisioni che si prendono pur avendo paura. Ho intenzione di lottare per arrivare ad indossare la divisa dell'Arma, a conquistarla per onorarla.
In ognuno di noi c'è un cuore ed una coscienza e penso che sia attraverso le rinunce, ai "no" che magari a volte portano ad apparenti sconfitte..è grazie a questo che raggiungeremo le vere VITTORIE.
Cristiano è il nostro punto di partenza. Lo dico a tutti quei ragazzi/e che hanno come me lo stesso amore verso la Patria, l'Arma, lo stesso obbiettivo. Non arrendetevi, non spaventatevi, non lasciatevi fermare da un concorso non superato...so che fa male...ma la prossima volta sarà quella buona. E proprio quando lo sconforto potrebbe avere la meglio su di noi..è proprio lì che bisogna continuare a credere e mettere amore in tutto ciò che facciamo. Ecco che così non dimenticheremo il sacrificio di Cristiano.
Per me, il senso della vita, è saper trovare il coraggio, la forza non solo di perseguire il proprio obbiettivo, ma anche di sapersi rialzare quando si cade e continuare fino alla fine.
Io più di adesso capisco chi sono, e amo sempre di più i miei valori..forse proprio attraverso ai "no" che dico.
In tutto questo non smetto di sorridere e vado avanti. A volte, quando mi capita di essere un po' demotivato guardo la foto di Cristiano, (di questo mio punto fermo) e torno più forte di prima.
Ogni tanto chiamo anche Nicola, il collega di Cristiano perché anche lui per me rappresenta il vero Carabiniere.
Sapete, prima di arrivare a tutto ciò...prima di creare questo blog..avevo il timore che sarebbe potuto essere interpretato male...perché io Cristiano non l'ho conosciuto di persona...pensavo che avrebbero potuto credere che avessi doppi fini...invece ho semplicemente seguito il mio cuore e i miei valori....arrivando fino a Vigonovo...arrivando fino a Cristiano per dirgli GRAZIE. Per stringere la mano a Nicola, per ringraziare la signora Loredana, la mamma di Cristiano, che lotta ogni giorno e che mi ha ascoltato.
Quando mi soffermo a pensare a Cristiano...penso alla sua grandezza. Io ho la fortuna di avere tanta fede in Dio e penso che il signore ha portato in cielo Cristiano proprio per la sua grandezza.
Coloro che verranno a conoscenza della storia di Cristiano potranno dire: "è stata una disgrazia", altri penseranno "è colpa del P.M. che diede il permesso premio a quel malvivente", altri non avranno parole...ma la risposta giusta non esiste. A mio avviso, quello che conta è capire la grandezza di questo ragazzo che nei suoi anni di servizio ha saputo seminare tanto ed il raccolto che noi raccoglieremo è veramente infinito. Il vice brigadiere è un ragazzo che ha lasciato il segno. Perché? Perchè amava il suo lavoro, perché era pronto al sacrificio e questo mi lega a lui...ai suoi valori. Perché era una persona che tutti ricordano con il sorriso...perché non ha ceduto al ricatto, al compromesso. Ecco perchè cristiano è il mio eroe è il mio punto d'inizio e non di arrivo!
Io da quel "no" lotto ogni giorno perchè è un mio dovere non cadere nell'omertà e nell'ipocrisia. In quel "no" io trovo la forza per diventare un carabiniere, per non arredermi nelle sconfitte, perchè amo l'arma dei carabinieri amo la mia patria...e così, do più fermezza ai miei valori, più forza alle rinunce fatte per avere l'onore di indossare la stessa divisa di CRISTIANO la stessa che NICOLA porta con impegno e dedizione tuttti i giorni insieme a tutti i carabinieri.
Quindi vi prego di soffermarvi e capire il coraggio di questo ragazzo per il quale non esisterà ricompensa che possa pagare il suo gesto.
Se oggi questo blog prende vita è perché il suo "no" davanti ad un'arma puntata contro non è stato vano!
Grazie a lui ho veramente capito che non basta solo avere dei valori ed idealizzarli...ciò che bisogna fare è concretizzarli nella vita di ogni giorno senza mai rinunciarci...ecco cosa mi ha insegnato Cristiano. Capisco così quanto sia importante per me essere e fare il carabiniere.
Quindi a tutti voi che scoprite questo blog, non soffermatevi solo a conoscere l'epilogo della storia di Cristiano ma soffermarvi all'azione ed al suo comportamento durante il servizio.
Soffermatevi a quello che i suoi amici, colleghi, familiari, conoscenti dicono...pensate a cosa ci ha lasciato.
Un esempio è la riuscita di questo blog che ha preso vita grazie all'amicizia nata tra me e Noemi...una ragazza di Milano...pensate, io son di Forlì...ma questa distanza non ci ha impedito di portare avanti questo progetto e tutti questi chilometri non incidono sulla forza che può avere questa amicizia. L'importanza dei valori, il crederci fino in fondo nonostante i sacrifici e le difficoltà non ha fermato questo progetto. E Cristiano quante cose ci sta facendo capire? Molte.
La forza di un no. Ci può trasmettere tanto.

Ora vorrei ringraziare la mamma di Cristiano (che ho avuto la fortuna e l'onore di conoscere per portarle il mio grazie e per farle capire cosa Cristiano è significato e significherà per me), Nicola (che nonostante tutto ha sempre trovato il tempo per rispondere alle mie domande con grande umiltà e sincerità e che continua a mantenere vivo il ricordo di Cristiano), Veronica (la cugina di Cristiano che è stata sempre molto gentile e disponibile nei miei confronti).
Grazie alla mia famiglia, ai miei amici (Gabriele, Samuele, Noemi), a tutti quelli che mi appoggiano nel portare avanti le mie scelte, i miei valori. Grazie a quelli che credono in me, in questo mio cammino, quelli che non conoscevano la storia di Cristiano....grazie a tutti quelli che capiranno cosa si cela dietro quel "no".

Vi lascio con due aforismi usati da Giovanni Falcone che a mio avviso Cristiano ha portato avanti:
"Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini!"
"Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi perchè è in ciò che sta l'essenza della dignità umana."

Giovanni

sabato 6 dicembre 2008

[ due scatti...per cominciare ]

[ operazione Scanta ]



Ferrara, 2 anni fa uccisero
un carabiniere
Sgominato giro internazionale
di narcos casertano


I carabinieri di Ferrara hanno eseguito in diverse città - oltre al capoluogo estense, Ravenna, Caserta, Casal di Principe e Aversa, Treviso, Perugia, Bologna, Varese, Siena e Bergamo - 29 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Ferrara per un'inchiesta nata dopo l'uccisione del vicebrigadiere Cristiano Scantamburlo, 33 anni, avvenuta a Comacchio il 12 febbraio 2006.
L'omicidio fu commesso da un detenuto semilibero ma all'epoca evaso, Antonio Dorio, 36 anni, ucciso a sua volta mentre tentava la fuga in un conflitto a fuoco con il collega di pattuglia del militare. In due anni di indagine i carabinieri del Reparto investigativo e la Pm Mariaemanuela Guerra hanno scoperto un traffico di droga e attività illecite in cui era finito proprio Dorio.
Dopo l'omicidio del vicebrigadiere, l'indagine puntò infatti sulle persone con cui l'omicida era in contatto. Un primo filone investigativo ha condotto all'emissione, il 5 maggio scorso, di un provvedimento di custodia (che non era stato finora reso noto per motivi investigativi) nei confronti di tre pregiudicati per favoreggiamento personale, estorsione, usura, ricettazione e porto di armi da sparo clandestine, per aver fiancheggiato l' evaso durante la sua latitanza.
Il secondo ramo dell'inchiesta ha invece consentito di accertare l'esistenza di un traffico di droga, anche per quantitativi ingenti, a carico di 29 indagati, nei confronti dei quali l'ufficio Gip del Tribunale di Ferrara ha emesso altrettante misure cautelari. Per tre - è stato anticipato - sono previsti gli arresti domiciliari, per due l' obbligo di dimora nel comune di residenza, per uno l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre per tutti gli altri è prevista la custodia in carcere. Gli arrestati sono di nazionalità italiana, nordafricana ed albanese. Nel corso dell'operazione sono già state arrestate, in flagranza di reato, otto persone e sono stati sequestrati 11 chilogrammi di droga.
Fino al pomeriggio sono state eseguite 24 ordinanze delle 29 richieste dal gip di Ferrara. Quattro i provvedimenti legati al dopo omicidio di Scantamburlo, a carico delle persone che aiutarono Dorio a fuggire e procurarsi armi, droga e protezioni: sono i ferraresi Benito Gagliardi, Massimiliano Guietti, Augusto Andreolli e Mirko Passerella (che ha solo l'obbligo di presentazione), ai quali vengono contestati i reati di favoreggiamento, concorso in usura, estorsione, ricettazione e porto d'armi. Gli altri venti destinatari dei provvedimenti (di diverso tipo) sono accusati a vario titolo di traffico di droga; le loro posizioni verranno stralciate e inviate a Procure e tribunali di competenza.
Dall'inchiesta di carabinieri e Procura ferrarese sono emersi retroscena inquietanti su Dorio, che in carcere conobbe alcune delle persone arrestate oggi, e che mentre era in semilibertà attraverso loro aveva compiuto estorsioni e anche un omicidio, quello di Massimiliano Trombin, un pescatore di Taglio di Po (Rovigo) ucciso, per un regolamento di conti legato alla droga, la notte tra il 4 il 5 febbraio 2006 con la stessa pistola cal. 38 con cui ammazzò poi Scantamburlo. Dorio era diventato - hanno riferito gli inquirenti e la pm Mariaemanuela Guerra - il 'braccio armatò di un gruppo di ferraresi. Lui, detenuto semilibero nel carcere estense, che una volta al mese usciva in permesso premio, aveva una sorta di doppia vita bruciata dalla cocaina.
Ed era diventato molto pericoloso nell'inverno 2005- 2006: tanto che stava preparando, è emerso a conclusione dell' inchiesta, anche un attentato contro un dirigente della polizia penitenziaria, progetto rimasto sulla carta e che formalmente non compare nemmeno nell'ordinanza di custodia, ma che è stato citato dagli inquirenti a conferma della pericolosità e imprevedibiltà del 'detenuto modellò, come Dorio era ritenuto. Il gruppo di ferraresi che lo favorì era composto da Gagliardi, conosciuto in carcere e poi affidato in prova ai servizi sociali, e da Andreolli, Guietti e Passarella. Secondo l'accusa furono loro a 'proteggerè la latitanza di Dorio. Gagliardi gli procurò la pistola, i proiettili scamiciati e tutti insieme 'usaronò Dorio, portandolo con loro ad un appuntamento per convincere due imprenditori di Gualdo, nel ferrarese, a pagare un debito: Dorio, davanti ai due artigiani che dovevano pagare poche migliaia di euro, fece rullare il tamburo della pistola dicendo <>. Nel '92 Dorio era stato condannato per aver ucciso nel bolognese l'anziana bigliettaia della stazione durante una rapina. In permesso di lavoro, era evaso.
Nel febbraio di due anni fa, pochi giorni prima del conflitto a fuoco, in semilibertà era evaso di nuovo. Quel 12 febbraio, mentre guidava nel ferrarese un'auto rubata era incappato nel controllo di Scantamburlo. Il carabiniere sapeva che la vettura era rubata e insieme al collega aveva bloccato il latitante, arrestandolo. Ma durante il tragitto sulla 'gazzellà dei carabinieri Dorio aveva estratto una pistola, colpendo a morte il vicebrigadiere. Poi era scappato, ma era morto lui stesso nella fuga, ferito dal fuoco del collega del vicebrigadiere.
Questi i destinatari degli altri provvedimenti: i marocchini Youssef Chebbate, 31 anni, arrestato a Ravenna; Jillali Kamal, 36 anni, di Cento (Ferrara); Abdessamad Marouane, 25 anni, di Ravenna (ai domiciliari); Alì Mountasir, 68 anni, di Marina Romea; Abdelaziz Saad, 43 anni, di Ciserano di Bergamo; Ilir Sharka, 26 anni, di Cento; El Mostafa Marouane, 31 anni, e Mustafa Tarafi, 25 anni, di Ravenna; Tammaro Tavoletta, 30 anni di Casal di Principe (Caserta); Giacomo Simonetti, 31 anni, e Esterina Spada, 28 anni, di San Marcellina di Caserta (questi ultimi due hanno l'obbligo di dimora); Giancarlo Guerrini, 37 anni, di Alfonsine (Ravenna); Gian Piero Donati, 45 anni, di Lugo; e i ferraresi Luca Ferroni, Massimo Ferroni, Nicola Govoni, Biagio Grasso, Manuela Tresoldi, Giuliano Guerrini e Renato Ricci Bitti.

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